venerdì 9 dicembre 2011

Quanto costa essere fuori?

Ok, è vero: noi abbiamo speso un sacco di soldi per riuscire ad essere fuori luogo. La strada che abbiamo battuto, così come l'abbiamo battuta, non è certo percorribile da tutti.
Siccome non mi piacciono gli spazi non compilati, non mi piacciono quelli che si presentano come esempi lasciando però degli ampi margini vuoti in cui non si sa bene cosa sia successo, togliamoci subito l'imbarazzo... vi comunico subito i nostri costi - il cosiddetto investimento di partenza -, così non potrete dire che non ve l'avevo detto... :-)
  • Comperare casa ci è costato, o meglio è costato a noi e ai nostri genitori, 280.000 euro;
  • la riqualificazione energetica e i lavori di ristrutturazione (problemi di umidità e muffa) non so ancora quanto ci siano venuti a costare complessivamente, ma direi più di 100.000 euro (in cui rientra il nostro bravo mutuo ventennale di 80.000 euro). Più avanti dovrei essere in grado di aggiornare le cifre.
Detto questo, alcune considerazioni:
  • primo: ahimè, siamo nel ricco Nord... un appartamento non nuovo in centro città rischia di costare dai 300.000 euro in su. La nostra è una casetta nei boschi, ovvero in straperiferia, con 3000 metri quadrati di terreno a prato e 900 di bosco. Ciononostante la quasi totalità dei nostri coetanei che hanno la fortuna di avere i genitori disposti a svenarsi (perché non siamo ricchi) per comprare loro la casa cerca di procurarsi un appartamento in città o nelle vicinanze;
  • secondo: l'investimento nella riqualificazione energetica è particolarmente importante perché ci dovrebbe permettere di non spendere nulla per l'energia elettrica per vent'anni (guadagnandoci anche un pochino) e quasi nulla per il riscaldamento per sempre (megacappotto, termocucina a legna e pannelli solari); inoltre, avendo fatto richiesta degli sgravi fiscali per riqualificazione energetica e ristrutturazione promessi dallo Stato, nel corso dei prossimi 10 anni (sperando che lo Stato continui ad esistere) dovrebbe tornare nelle nostre tasche all'incirca la metà dell'investimento per la ristrutturazione, tamponando efficacemente il mutuo;
  • terzo: so cosa diranno gli amanti di Henry David Thoreau: e lui come ha fatto? Anche lui si è fatto i conti in tasca (ne parlerò più avanti), ed erano decisamente più incoraggianti. Però il mio carissimo Henry David (che tra l'altro ha una certa responsabilità per quanto riguarda le mie scelte)... beh, lui non aveva problemi di acquisto casa: gliel'aveva prestata il suo amico Emerson. Insomma, tutto sommato ha avuto la vita un po' più facile di noi, no?
  • quarto: esistono sicuramente molte altre vie, meno costose, per recarsi fuori. Diciamo che al momento il nostro è un downshifting moderato. Mi piacerebbe che questo blog raccontasse anche altre esperienze, magari più radicali e meno onerose, di fuoriuscita. Avete tutto lo spazio che volete.

Nessun commento:

Posta un commento

Se vuoi, lascia il tuo commento, la tua esperienza, le tue domande. Mi farà piacere leggerti!